I migliori robot aspirapolvere e lavapavimenti DJI: ROMO P, S, P2, A e A2
La scena è semplice: rientri a casa, appoggi lo zaino, ti togli le scarpe e vorresti soltanto avere un po’ di tempo per te. Poi noti le briciole sotto il tavolo, i capelli in bagno, quella striscia di polvere che torna sempre vicino al divano. È qui che un robot aspirapolvere dovrebbe dimostrare quanto vale. Nelle piccole cose ripetute ogni giorno, quando riesce a toglierti un pensiero senza aggiungerne altri.
Quando guardo un prodotto tecnologico parto spesso da questa domanda: quanto spazio mi restituisce nella vita? Vale per una fotocamera che mi permette di concentrarmi su quello che vedo e vale anche per qualcosa di molto meno romantico, come pulire il pavimento. Mi interessa la tecnologia che sa farsi utile. Una funzione può essere affascinante sulla carta, ma se richiede attenzioni continue il vantaggio si riduce in fretta.
Con DJI la curiosità nasce anche dal mondo da cui arriva il marchio. Chi segue fotografia e video conosce bene il suo lavoro su sensori, movimento e riconoscimento degli ostacoli. Portare queste competenze dentro casa ha un senso. Poi, però, un robot deve anche raccogliere i peli, lavare vicino ai mobili e tornare alla base: il nome sul guscio da solo non basta a scegliere.
In questa guida ai migliori robot aspirapolvere e lavapavimenti DJI trovi tutti e cinque i modelli: DJI ROMO P, DJI ROMO S, DJI ROMO P2, DJI ROMO A e DJI ROMO A2. La prima distinzione da fare è tra generazioni. P, S e A appartengono alla prima famiglia ROMO; P2 e A2 portano le novità della serie ROMO 2, presentata a livello globale il 3 settembre 2026. Non sono cinque gradini di una scala in cui basta salire per acquistare meglio.
Per orientarti guarderemo soprattutto soglie, tappeti, bordi, manutenzione della base e differenze tra le versioni. Anticipo il mio criterio: DJI ROMO P2 è il pacchetto più completo, mentre DJI ROMO A2 conserva le principali novità di pulizia rinunciando ad alcuni extra della stazione. I modelli precedenti restano interessanti quando l’offerta è davvero favorevole e la casa non richiede le nuove gambe robotiche. Nelle pagine di vendita confronta sempre la stessa configurazione con serbatoi e la consegna effettiva: al momento della ricerca la seconda generazione è nella fase di lancio e preordine.
Sono Walter Stolfi: il mio punto di vista
Sono Walter Stolfi, fotografo di viaggio, street photographer, content creator e autore di walterstolfi.com. Racconto luoghi, persone e strumenti attraverso fotografie, video e articoli, con un’attenzione particolare a ciò che cambia davvero il modo di vivere e creare.
Il mio lavoro mi porta a osservare la tecnologia da una prospettiva concreta: semplicità, tempo risparmiato, funzioni che servono e limiti con cui bisogna fare i conti. È lo stesso approccio con cui leggo questa gamma DJI. Mi interessa aiutarti a capire che cosa porterai davvero a casa, senza trasformare ogni numero più grande in un motivo per spendere di più.
Scopri chi sonoIn questo articolo
DJI ROMO P
Il premium della prima generazioneDesign trasparente e base più ricca: da valutare quando lo sconto rispetto al P2 è sostanzioso.
DJI ROMO S
L’ingresso più semplice nella famigliaStessa aspirazione dichiarata dei primi P e A, con robot e base bianchi. Confronta sempre l’offerta dell’A.
DJI ROMO P2
Il più completo della gammaNuovo braccio, gambe robotiche e base con profumatore e UV: la scelta per chi vuole tutte le funzioni.
DJI ROMO A
L’occasione da cercare tra i primi ROMORobot trasparente e base bianca: interessante se il prezzo finale si avvicina all’S o scende sotto.
DJI ROMO A2
La seconda generazione con meno extraCondivide le novità decisive del P2; risparmia sulla base se profumatore, UV e trasparenze non ti interessano.
Confronto rapido: le differenze che contano
Generazione e aspirazione
P2 / A2 · dotazione di puliziaBordi e spazi sotto i mobili
P2 / A2 · braccio più ampioSuperamento delle soglie
P2 / A2 · gambe robotichePiastra di lavaggio della base
P2 / A2 · autopulizia evolutaProfumatore e luce UV nel sacchetto
P2 · extra nella generazione nuovaQuando sceglierei ciascuno
P2 · completezza complessivaCome scegliere il ROMO adatto alla tua casa
Hai soglie che dividono le stanze?
Misura altezza e forma prima di guardare il prezzo. DJI ROMO P2 e DJI ROMO A2 aggiungono gambe robotiche: una differenza concreta se il robot precedente restava confinato in una parte della casa. Un appartamento tutto sullo stesso livello riduce molto il valore di questa novità.
Vuoi soprattutto aspirare tappeti o mantenere puliti pavimenti duri?
Con diversi tappeti partirei dalla seconda generazione, che abbina più aspirazione dichiarata a una piastra che migliora il contatto con la superficie. Su piastrelle e pavimenti duri poco impegnativi valuterei anche DJI ROMO S e DJI ROMO A: un’offerta favorevole può pesare più dell’ultima sigla.
Che cosa resta ogni giorno vicino a tavoli e mobili?
Gambe delle sedie, zoccoli rientranti e bordi difficili rendono interessante il nuovo braccio guidato da LiDAR. Se l’ambiente è aperto e regolare, anche i bracci estensibili di DJI ROMO P, DJI ROMO S e DJI ROMO A offrono già una pulizia dei bordi dedicata.
Quanto vuoi occuparti della base?
Tutti i modelli confrontati automatizzano operazioni importanti, ma le versioni con serbatoi richiedono comunque acqua pulita, svuotamento dell’acqua sporca e sostituzione dei consumabili. Se cerchi un impianto con carico e scarico automatici, devi verificare una configurazione diversa: non darlo per incluso nel nome ROMO.
Il sovrapprezzo paga pulizia o finiture ed extra?
Tra DJI ROMO P2 e DJI ROMO A2 le novità principali di aspirazione, movimento e lavaggio sono condivise. La base del P2 aggiunge profumatore e luce UV del sacchetto, oltre al design trasparente. Chiediti quanto valgano per te queste aggiunte dopo aver controllato il totale con coupon e accessori.
Aspirazione, tappeti e peli: leggere oltre i pascal
DJI ROMO P, DJI ROMO S e DJI ROMO A condividono un’aspirazione massima dichiarata di 25.000 Pa. Passando a DJI ROMO P2 e DJI ROMO A2 si arriva a 36.000 Pa. È una differenza tecnica reale, ma la percentuale di aumento della pressione non equivale alla percentuale di sporco raccolto in più. Contano il contatto con il pavimento, le spazzole, il percorso e il tipo di materiale da aspirare.
La novità più interessante dei due ROMO 2 sui tappeti è proprio il sistema che abbassa una piastra per creare una tenuta parziale contro la superficie. Il senso pratico è concentrare meglio il flusso d’aria dove serve. Per chi ha tappeti utilizzati ogni giorno, peli e polvere che si infilano nelle fibre, questo insieme di soluzioni rende la seconda generazione la mia prima candidata.
Su un pavimento duro già tenuto con regolarità, invece, il vantaggio può essere meno evidente. Le prime prove indipendenti della serie ROMO 2 descrivono un passo avanti più visibile su navigazione, tappeti e accesso ai bordi che nella semplice pulizia di una superficie libera. Per questo non cambierei automaticamente un DJI ROMO P che sta già completando bene il suo lavoro.
Con gli animali guarderei anche le spazzole e la frequenza delle passate. DJI ROMO S mantiene la base aspirante della prima generazione e resta una possibilità concreta se devi raccogliere soprattutto peli su pavimenti duri. Il sistema DualSweep dei nuovi DJI ROMO P2 e DJI ROMO A2 evolve la gestione del trasferimento dei detriti, ma la promessa di assenza di grovigli nasce da condizioni controllate: capelli, fili e sporco domestico non sono tutti uguali.
Li preferisco per tappeti e ambienti più impegnativi. L’eccezione è una casa con pavimenti duri, poche barriere e una buona offerta su DJI ROMO S o DJI ROMO A: in quel caso il risparmio può avere più valore della nuova generazione.
Lavaggio e bordi: dove il nuovo braccio fa la differenza
Il lavaggio di un robot si giudica facilmente nei punti scomodi: attorno a una sedia, accanto al battiscopa, sotto lo sbalzo di un mobile. DJI ROMO P, DJI ROMO S e DJI ROMO A hanno già bracci estensibili dedicati alla copertura dei bordi. Presentarli come robot che lavorano soltanto nel centro della stanza sarebbe sbagliato.
DJI ROMO P2 e DJI ROMO A2 ampliano questa idea con un braccio guidato da LiDAR e un’oscillazione fino a 123°. Il vantaggio dichiarato è una maggiore portata rispetto alla generazione precedente: il panno può raggiungere zone che il corpo circolare del robot non riesce a occupare. È una funzione che sceglierei guardando la forma dei miei mobili, non il numero in isolamento.
Questa maggiore estensione non rende però il corpo del robot più basso. Il panno può infilarsi sotto un bordo senza che tutta la macchina riesca a passare sotto il divano. Prima dell’acquisto serve quindi una misura reale della luce libera sotto i mobili, considerando anche bordi, rinforzi e parti che sporgono verso il pavimento.
Nelle zone intorno alle ciotole e nelle aree più sporche imposterei una routine separata, con ritorno alla base e lavaggio dei panni secondo necessità. I cinque modelli permettono di aspirare e lavare, ma anche di separare le operazioni. La strategia conta: prima raccogliere i detriti, poi lavorare sullo sporco aderente, può essere più sensato che pretendere una sola passata uguale per tutta la casa.
Il braccio più ampio è utile con bordi rientranti e ostacoli frequenti. Tra i due non sceglierei il P2 aspettandomi un lavaggio di base superiore: le funzioni principali sono condivise. Se le superfici sono semplici, i primi ROMO restano da considerare.
Ostacoli e soglie: gli 8,5 cm vanno spiegati bene
Il punto più interessante del progetto ROMO è la capacità di leggere lo spazio. Già DJI ROMO P, DJI ROMO S e DJI ROMO A combinano visione binoculare fisheye e LiDAR a stato solido. Per chi lascia spesso una sedia fuori posto o ha cavi vicino alla scrivania, una buona navigazione può contare più di una passata effettuata con qualche pascal in più.
La serie DJI ROMO 2 aggiorna il sistema di percezione e aggiunge gambe robotiche. Per DJI ROMO P2 e DJI ROMO A2 il dato corretto è fino a 4 cm su un singolo gradino e fino a 8,5 cm su un ostacolo a due gradini. Nel test dichiarato, il primo gradino è alto al massimo 4 cm e largo 20–22 cm; il secondo aggiunge al massimo 4,5 cm. Non è la capacità di salire su un gradino verticale unico da 8,5 cm e non permette di spostarsi autonomamente tra i piani di una casa.
Per me questa è una differenza che può cambiare davvero l’acquisto. Se una soglia impedisce al robot di raggiungere la camera, la qualità della pulizia teorica in quella stanza non serve a molto. Se invece vivi in un appartamento tutto sullo stesso livello, stai pagando una capacità che userai poco: DJI ROMO S, DJI ROMO A o DJI ROMO P possono ancora avere senso.
Anche il riconoscimento di cavi, vetri e liquidi va interpretato con misura. DJI specifica condizioni di luce e caratteristiche delle superfici; riflessi e trasparenze possono ridurre le prestazioni. Toglierei comunque dal percorso i piccoli oggetti delicati e controllerei le prime sessioni, soprattutto nelle zone con animali. Un sensore evoluto riduce gli imprevisti, non trasforma ogni ambiente in una situazione prevedibile.
Le nuove gambe sono il vantaggio più facile da collegare a una necessità concreta. L’eccezione è un ambiente regolare senza passaggi problematici. Per tutti, verificare la geometria della casa viene prima delle promesse di autonomia.
La base: meno lavoro, ma l’acqua va ancora cambiata
Quando compri un robot aspirapolvere e lavapavimenti stai scegliendo anche la macchina che si occupa di lui. La base svuota la polvere e gestisce lavaggio e asciugatura dei panni: è questo insieme a ridurre le operazioni quotidiane. Tutti e cinque i ROMO di questa guida sono considerati nella versione con serbatoi, così il confronto resta coerente.
La promessa dei 200 giorni per DJI ROMO P, DJI ROMO S e DJI ROMO A, e dei 365 giorni per DJI ROMO P2 e DJI ROMO A2, riguarda soltanto la piastra di lavaggio della stazione. Non comprende rifornimento dell’acqua, svuotamento del serbatoio sporco, sacchetti, filtri e altri consumabili. I nuovi modelli evolvono l’autopulizia della piastra e DJI indica acqua calda fino a 80 °C nel sistema della base; non è acqua erogata sul pavimento a quella temperatura.
Tra le finiture trasparenti e quelle bianche c’è una preferenza estetica, ma le differenze non finiscono lì. DJI ROMO P e DJI ROMO P2 includono anche il vano per il profumatore del pavimento e la luce UV dedicata al sacchetto della polvere. DJI ROMO S, DJI ROMO A e DJI ROMO A2 rinunciano a questi extra, conservando le funzioni essenziali della rispettiva generazione. La luce UV nel sacchetto non significa che il robot disinfetti i pavimenti con gli ultravioletti.
Sul rumore eviterei confronti tra modalità diverse. DJI indica circa 56 dBA in aspirazione e lavaggio per la prima serie e circa 54 dBA per la seconda. I 38 dBA comunicati per ROMO 2 riguardano il lavaggio silenzioso. Allo stesso modo, la riduzione dell’85% riguarda l’energia acustica nelle condizioni di test, non una riduzione equivalente dei decibel o del rumore percepito in ogni stanza.
DJI ROMO A2 mantiene la nuova base autopulente senza profumatore e UV. Lo sceglierei se questi extra non mi servissero e il risparmio fosse concreto. DJI ROMO P può ancora interessare a chi cerca una base ricca nella generazione precedente.
App, routine e privacy: le promesse future restano future
La parte migliore dell’automazione domestica è riuscire a non pensarci continuamente. L’app DJI Home permette di organizzare stanze, aree e piani di pulizia, separando aspirazione e lavaggio quando serve. Nella mia scelta peserebbe la facilità con cui riesco a impostare una routine sostenibile: cucina più frequente, zone per gli animali curate e sessioni negli orari in cui danno meno fastidio.
DJI ROMO P, DJI ROMO S e DJI ROMO A offrono già questa base di gestione. DJI ROMO P2 e DJI ROMO A2 aggiungono una risposta più evoluta ai diversi scenari di sporco, compreso il rilevamento dei liquidi nelle condizioni indicate dal produttore. Non significa che vadano trattati come aspiraliquidi o utilizzati su un pavimento allagato: i robot non hanno una certificazione di impermeabilità.
Ci sono poi fotocamere e funzioni di comunicazione remota. Per una macchina che si muove dentro casa, i controlli sui dati fanno parte della scelta quanto quelli di pulizia. Userei le funzioni che mi servono davvero, terrei aggiornati app e firmware e verificherei le impostazioni disponibili per fotocamera e microfono.
Un punto da chiarire subito: al 5 settembre 2026 la Local Data Mode di ROMO 2 è annunciata per il quarto trimestre 2026. DJI la descrive come una modalità che interrompe la connessione a Internet dell’app DJI Home per impedire sincronizzazioni non volute di foto e video. Non la considero una funzione già disponibile, né una garanzia attuale di funzionamento completamente offline con tutte le opzioni. Per la prima generazione, la tempistica non è stata definita nel comunicato di lancio della serie nuova.
Anche assistenti vocali e integrazioni domestiche possono dipendere da paese, lingua e aggiornamenti. Se hai una funzione indispensabile, controllala nella versione italiana attuale prima di acquistare. È una regola semplice che evita di comprare oggi qualcosa che forse farà domani quello che ti serve.
Tra DJI ROMO P2 e DJI ROMO A2 non emerge una ragione per pagare di più sulla sola gestione di base. Sulla Local Data Mode sospendo invece il giudizio operativo fino al rilascio effettivo: una promessa di aggiornamento non vale una funzione disponibile.
Quale scegliere: cinque schede, cinque ragioni diverse
Vuoi il pacchetto più completo
DJI ROMO P2: ha le principali novità della seconda generazione e gli extra della base. Lo preferirei all’A2 soprattutto quando la differenza finale è contenuta.
Vuoi le novità senza pagare ogni extra
DJI ROMO A2: aspirazione, nuovo braccio e gambe robotiche sono quelli della generazione nuova. Ha senso quando il risparmio rispetto al P2 è significativo.
Cerchi un’offerta per una casa semplice
Confronta DJI ROMO S e DJI ROMO A. Il nome S non garantisce il prezzo più basso: se l’A costa uguale o meno, diventa una candidatura molto interessante.
Ti piace la base trasparente e vuoi spendere meno
DJI ROMO P: valuta il risparmio rispetto al P2, accettando i limiti di movimento della generazione precedente.
DJI ROMO P
DJI ROMO P è il modello da guardare se ti piace l’idea di una stazione che diventa parte visibile della casa. La trasparenza del robot e della base è la sua firma, ma nella scelta c’è anche la dotazione: profumatore del pavimento, UV del sacchetto e le funzioni di pulizia automatizzata della prima serie.
Il suo limite oggi è la vicinanza alla seconda generazione. Con DJI ROMO P2 a un costo poco superiore, farei fatica a rinunciare alle gambe robotiche e al braccio nuovo soltanto per risparmiare qualcosa. Con uno sconto ampio, invece, il P resta coerente per una casa regolare e per chi dà valore anche al progetto estetico.
Perché considerarlo
- Aspirazione dichiarata di 25.000 Pa, come S e A.
- Base trasparente con profumatore e UV nel sacchetto.
- Automazione di svuotamento, lavaggio e asciugatura.
I compromessi
- Non ha le gambe attive e il braccio LiDAR della serie 2.
- L’autonomia dichiarata della piastra non elimina la cura dei serbatoi.
Per chi sì. Per chi vuole il premium precedente a un prezzo sensibilmente inferiore al P2.
Per chi no. Per chi ha soglie impegnative o trova il P2 a un prezzo molto vicino.
DJI ROMO S
DJI ROMO S è la versione più sobria della prima famiglia: robot bianco, base bianca e una dotazione concentrata sulle funzioni principali. Non parte da un sistema di aspirazione depotenziato rispetto ai primi A e P: i 25.000 Pa dichiarati e l’impostazione della navigazione sono condivisi.
Lo vedo bene in un appartamento con pavimenti duri, pochi dislivelli e una routine di pulizia frequente. Il punto da controllare è il prezzo reale dell’A: le promozioni possono invertire la gerarchia. Non sceglierei automaticamente l’S solo perché occupa la posizione di ingresso nel catalogo.
Perché considerarlo
- Base della pulizia condivisa con A e P della prima serie.
- Design bianco discreto e stazione automatizzata.
- Candidato al risparmio quando è davvero il meno caro.
I compromessi
- Niente profumatore dedicato e UV del sacchetto.
- Mancano le novità di braccio e soglie della serie 2.
Per chi sì. Per chi cerca una soluzione DJI semplice e ben posizionata nell’offerta del momento.
Per chi no. Per chi trova l’A allo stesso prezzo o deve superare barriere domestiche difficili.
DJI ROMO P2
DJI ROMO P2 è la mia scelta per chi cerca il ROMO più completo. Mette insieme aspirazione massima dichiarata di 36.000 Pa, braccio guidato da LiDAR, sistema di gambe robotiche e la base più ricca della seconda generazione. Il motivo per preferirlo non è una singola cifra: è la combinazione di capacità di pulizia e movimento.
Rispetto ad A2, però, il salto riguarda soprattutto gli extra della stazione e il design trasparente. Su pulizia e superamento delle soglie i due sono molto vicini per dotazione. Se la differenza economica è piccola prenderei il P2; se cresce, l’A2 può essere una scelta più sensata. La Local Data Mode resta annunciata per un aggiornamento futuro.
Perché considerarlo
- Braccio con oscillazione fino a 123° e gambe robotiche.
- Dotazione della base con profumatore e UV nel sacchetto.
- Nuova autopulizia della piastra e sistema DualSweep.
I compromessi
- Il sovrapprezzo sull’A2 non compra una diversa potenza massima.
- Gli 8,5 cm richiedono un doppio gradino; dati locali non ancora rilasciati.
Per chi sì. Per chi vuole la dotazione completa e sfrutta davvero le novità della serie 2.
Per chi no. Per chi cerca solo le prestazioni principali e risparmia molto scegliendo A2.
Serie appena lanciata: verifica stato del preordine, variante con serbatoi e consegna nella pagina di acquisto.
DJI ROMO A
DJI ROMO A abbina il robot trasparente a una stazione bianca. Mantiene i 25.000 Pa dichiarati e l’impianto di pulizia della prima generazione, evitando gli extra più specifici del P. È un modello da leggere attraverso l’offerta concreta, perché la posizione intermedia di listino non racconta sempre il prezzo che pagherai.
Se scende vicino all’S, o addirittura sotto, per me diventa uno dei ROMO precedenti più interessanti. Il robot trasparente può piacere oppure no, ma non è una ragione per rinunciare a un buon affare. Serve invece una differenza convincente rispetto ad A2: pagare quasi quanto la serie nuova riduce molto il senso della scelta.
Perché considerarlo
- Robot trasparente con base bianca meno vistosa.
- Prestazioni dichiarate della prima serie condivise con P e S.
- Possibili offerte che lo rendono preferibile al modello di ingresso.
I compromessi
- Niente profumatore dedicato o UV del sacchetto.
- Non eredita le gambe robotiche e il braccio evoluto dell’A2.
Per chi sì. Per una casa regolare, quando il prezzo finale è competitivo rispetto a S e A2.
Per chi no. Per chi cerca la nuova gestione delle soglie o trova A2 a un costo vicino.
DJI ROMO A2
DJI ROMO A2 è il modello che prenderei in considerazione quando voglio le principali novità della serie 2 e sono disposto a rinunciare a qualche extra. Condivide con P2 i 36.000 Pa dichiarati, il braccio LiDAR a 123°, le gambe robotiche e l’autopulizia evoluta della piastra della base.
La sua stazione bianca rinuncia al profumatore dedicato e alla luce UV del sacchetto. Non lo rende un ROMO di seconda categoria: significa che parte del prezzo del P2 remunera funzioni accessorie e finiture. Al tempo stesso non sceglierei A2 per risparmiare una cifra minima: il confronto va fatto dopo coupon, dotazione e tempi di consegna.
Perché considerarlo
- Conserva le novità decisive del P2 per movimento e pulizia.
- Base bianca più discreta in molti ambienti.
- Buon equilibrio quando il divario dal P2 è sostanzioso.
I compromessi
- Mancano profumatore dedicato e UV del sacchetto.
- Il risparmio può ridursi molto durante le promozioni.
Per chi sì. Per chi cerca la seconda generazione e non attribuisce valore agli extra del P2.
Per chi no. Per chi vuole tutte le funzioni o trova il P2 quasi allo stesso prezzo.
Serie appena lanciata: verifica stato del preordine, variante con serbatoi e consegna nella pagina di acquisto.
Modelli valutati ma non inseriti: due alternative
Prima di scegliere dentro la gamma DJI, valuterei anche due alternative per esigenze precise: passare sotto mobili molto bassi oppure preferire un sistema di lavaggio a rullo.
Roborock Saros 10R Set
Da valutare se hai mobili bassi. Il corpo del Saros 10R ha un’altezza dichiarata di 7,98 cm e può lasciare automaticamente i panni alla base per le sessioni previste di sola aspirazione o pulizia dei tappeti, attivando la funzione nell’app.
L’ho tenuto fuori dalla selezione principale perché qui stiamo scegliendo fra i DJI. Lo prenderei seriamente in considerazione se l’accesso sotto letto e divano fosse il problema dominante. Il link porta alla configurazione Set: controlla i consumabili inclusi e non confonderla con una versione dotata di collegamento idrico.
ECOVACS DEEBOT X9 PRO OMNI
Da valutare se il lavaggio è la priorità. Il sistema OZMO ROLLER utilizza un rullo con autopulizia durante il lavoro: un’impostazione diversa dai due panni rotanti dei ROMO. Ha senso confrontarla se vuoi concentrarti soprattutto sulla gestione dello sporco sul pavimento.
Resta un’alternativa, non il vincitore di questa guida: appartiene a un altro ecosistema e richiede una valutazione specifica di navigazione, consumabili e base. La scheda Amazon consultata non mostrava un’offerta in evidenza: verifica gli altri venditori e le condizioni effettive prima di decidere.
Se vuoi allargare il confronto oltre DJI, trovi criteri e altre famiglie nella mia guida ai robot aspirapolvere e lavapavimenti. Questo articolo, invece, ti aiuta a scegliere dentro la famiglia ROMO senza confondere generazioni e allestimenti.
Domande frequenti sui robot DJI ROMO
Qual è il miglior robot aspirapolvere DJI?
DJI ROMO P2 è il più completo tra i cinque modelli di questa guida. DJI ROMO A2 condivide le principali novità di pulizia e movimento, ma rinuncia al profumatore e alla luce UV del sacchetto. Se questi extra non ti servono e il risparmio è significativo, A2 può essere la scelta più adatta.
Quali sono le differenze tra DJI ROMO P, A e S?
I tre modelli appartengono alla prima generazione e condividono aspirazione massima dichiarata di 25.000 Pa, navigazione con visione e LiDAR e bracci estensibili. S ha robot e base bianchi; A abbina robot trasparente e base bianca; P ha robot e base trasparenti e aggiunge profumatore e luce UV nel sacchetto della polvere.
Che cosa cambia tra DJI ROMO P2 e DJI ROMO A2?
P2 e A2 condividono 36.000 Pa dichiarati, braccio guidato da LiDAR con oscillazione fino a 123°, gambe robotiche e autopulizia evoluta della piastra della base. P2 aggiunge il profumatore per il pavimento, la luce UV nel sacchetto e il design trasparente della stazione. Le differenze non riguardano soltanto il colore.
Conviene passare da un ROMO precedente a P2 o A2?
L’aggiornamento ha più senso se soglie, tappeti o bordi difficili limitano il robot attuale. Se un ROMO P, S o A pulisce già bene una casa regolare, la maggiore pressione dichiarata da sola non giustifica necessariamente il cambio. Valuta il problema concreto che la nuova generazione risolverebbe.
ROMO P2 e A2 superano davvero gradini di 8,5 cm?
Il limite dichiarato è fino a 4 cm per un singolo gradino e fino a 8,5 cm per un ostacolo a due gradini. Il test DJI prevede un primo gradino alto al massimo 4 cm e largo 20–22 cm, più un secondo gradino alto al massimo 4,5 cm. Non equivale a salire una parete verticale di 8,5 cm o a percorrere una scala.
Che cosa significano 200 o 365 giorni senza manutenzione?
La dichiarazione riguarda soltanto la piastra di lavaggio della stazione base: fino a 200 giorni per la prima serie e fino a 365 per la seconda, in condizioni controllate. Riempimento dell’acqua, svuotamento del serbatoio sporco e sostituzione di sacchetti, filtri e altri consumabili restano necessari.
I robot DJI ROMO sono adatti a peli di animali e tappeti?
La gamma include gestione delle aree per animali e sistemi contro l’aggrovigliamento. P2 e A2 aggiungono DualSweep e una piastra che migliora il contatto durante l’aspirazione sui tappeti. Altezza del pelo del tappeto, detriti e impostazioni incidono sul risultato: verifica la compatibilità con le superfici reali di casa.
I ROMO aspirano anche l’acqua e lavano il pavimento a 80 °C?
Non vanno usati come aspiraliquidi né su pavimenti allagati: DJI dichiara che non sono impermeabili. Il rilevamento dei liquidi della serie 2 ha condizioni di efficacia specifiche. Gli 80 °C indicati per P2 e A2 riguardano il sistema di pulizia della base, non la temperatura del pavimento durante il lavaggio.
La Local Data Mode funziona già su ROMO P2 e A2?
Al 5 settembre 2026 DJI la annuncia per il quarto trimestre 2026. Non è quindi una funzione da considerare già rilasciata. Il produttore descrive l’interruzione della connessione Internet dell’app DJI Home per evitare sincronizzazioni non volute di foto e video; disponibilità e limiti operativi vanno verificati dopo l’aggiornamento.
I modelli P2 e A2 sono acquistabili in Italia?
La serie ROMO 2 è stata presentata globalmente il 3 settembre 2026 e compare nello store DJI italiano. Al 5 settembre la scheda Amazon A2 consultata propone il preordine; P2 è presente nella tabella ufficiale del marchio su Amazon. Prima di pagare, controlla la disponibilità della singola variante e la consegna indicata per il tuo ordine.
Il mio verdetto: ROMO P2, con una condizione sul prezzo
Se cerchi il DJI ROMO più completo, la mia scelta è DJI ROMO P2. La seconda generazione interviene su problemi concreti — soglie, bordi e adattamento allo sporco — e il P2 aggiunge le funzioni più ricche della base. Lo vedo come il punto di arrivo della gamma per chi vuole acquistare oggi una soluzione evoluta e sfruttarla in una casa con esigenze diverse.
Non pagherei però qualsiasi sovrapprezzo rispetto a DJI ROMO A2. Le principali funzioni di pulizia e movimento sono condivise: se la differenza finale diventa importante, sceglierei A2 e rinuncerei serenamente a profumatore, UV del sacchetto e base trasparente. Se invece i prezzi sono molto vicini, P2 rende più facile giustificare gli extra.
Per spendere meno guarderei insieme DJI ROMO S e DJI ROMO A, senza dare per scontato che S sia sempre il più economico. DJI ROMO P lo prenderei solo con un risparmio convincente rispetto al P2. E se un robot che hai già arriva in tutte le stanze e pulisce bene, tenerlo è una scelta perfettamente sensata: il modello migliore è quello che risolve la tua necessità, non quello con la sigla più recente.
Cosa controllare prima dell’acquisto
- Nome esatto: P2 non è P, A2 non è A. S in questa guida indica il modello originale richiesto, non un eventuale S V2 di un altro mercato.
- Configurazione: confronta versioni con serbatoi. Un kit con carico/scarico automatici, una base diversa o un pacchetto Clean More non sono la stessa confezione.
- Spazi reali: misura il passaggio sotto i mobili e lo spazio necessario per aprire, estrarre e riempire i serbatoi della base.
- Soglie: verifica altezza, larghezza e profilo. Il dato di 8,5 cm della serie 2 non si applica a un unico gradino verticale.
- Prezzo finale: controlla coupon applicabili, accessori e consumabili. Confronta soprattutto P2 con A2 e S con A.
- Consegna e venditore: in fase di lancio distingui preordine, disponibilità immediata e data stimata per il tuo indirizzo; verifica assistenza e condizioni di garanzia.
- App e funzioni: verifica lingua, integrazioni e firmware attuali. Non basare l’acquisto su una funzione annunciata per un aggiornamento futuro.
- Materiali di consumo: considera detergente compatibile, sacchetti, panni e filtri. La base automatizzata riduce il lavoro ma non elimina i ricambi.
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Fotografo di viaggio, street photographer, content creator e autore di walterstolfi.com. Racconto luoghi, persone e strumenti cercando sempre ciò che cambia davvero il modo di osservare e creare.