Kad Ban Ho: una mattina fra le storie dello Yunnan a Chiang Mai

Venditrice che taglia verdure al mercato Yunnan Kad Ban Ho di Chiang Mai

Una donna taglia le verdure davanti al suo banco. Le foglie occupano lo spazio fra le sue mani e chi passa; intorno ci sono sacchetti, bilance, persone venute a fare la spesa. Poco più in là, strisce di carne essiccata pendono davanti al volto di una venditrice. Sono nel centro di Chiang Mai, vicino al Night Bazaar, ma qualcosa comincia a spostare l'idea che avevo di questa città. Fra le voci riconosco anche il cinese. Vicino al mercato c'è una moschea. È venerdì mattina e queste presenze, per chi vive qui, appartengono alla stessa quotidianità. Per me sono ancora una domanda. Il Kad Ban Ho, conosciuto come mercato Yunnan, custodisce la storia di persone arrivate dalla Cina e di una comunità musulmana cresciuta nel nord della Thailandia. Ci sono entrato pensando a un mercato come tanti. Mi fermo davanti ai banchi, poi continuo verso la moschea: voglio capire cosa tiene insieme questo piccolo pezzo di città.

Chi sono

Sono Walter Stolfi, fotografo di viaggio, street photographer e autore di questo blog. Mi interessano i luoghi attraverso le persone che li abitano: il lavoro, le abitudini, gli incontri che danno forma a una giornata.

A Chiang Mai continuo a cercare le storie che stanno dentro la vita quotidiana. Questa mattinata a Kad Ban Ho è una di quelle che mi hanno fatto rivedere il modo in cui guardavo la città.

Scopri chi sono

Ero arrivato per raccontare un mercato

Chiang Mai ha un repertorio di immagini che riconosci subito: le facciate dei templi, i monaci, le bancarelle che si accendono la sera. Sono parte della città e anch'io le porto nella mia idea della Thailandia. Quella mattina entro a Kad Ban Ho con questa familiarità addosso. Penso di sapere, almeno in parte, cosa troverò: un mercato, qualche scena quotidiana, persone al lavoro.

Le prime cose che vedo sembrano confermarlo. Un banco, una bilancia, mani che sistemano la merce. Poi arrivano le voci. Fra il thailandese sento parlare anche cinese e comincio a cercare un legame fra ciò che ascolto e quello che ho davanti. Non sapevo che a Chiang Mai esistesse una comunità cinese musulmana così radicata. Mi trovavo nello stesso centro urbano che conoscevo, ma stavo entrando in una storia che fino ad allora mi era passata accanto.

Venditrice con grembiule arancione al banco del mercato sotto una tenda rossa
Il lavoro ai banchi, durante il mercato del venerdì.

Il mercato è piccolo e permette di seguire le scene senza inseguire continuamente una nuova direzione. Si pesa, si prepara, si sceglie. Una donna lavora dietro un banco; un'altra rimane visibile fra i tagli di carne appesi. La spesa continua mentre cerco di capire qualcosa di più del quartiere. Per chi viene a comprare, quei gesti hanno una funzione precisa, dentro una mattinata come tante.

Mi interessa questa differenza fra il mio stupore e la normalità delle persone intorno. Dove io vedo un incontro sorprendente di culture, loro stanno facendo la spesa o lavorando. La storia che cerco di conoscere è già entrata nelle abitudini, nei prodotti esposti, nelle lingue che si usano. Basta fermarsi un po' di più perché il mercato cominci a raccontare anche questo.

Lo Yunnan è più vicino di quanto pensassi

Lo Yunnan è nella Cina sudoccidentale. Prima che io sentissi quelle voci a Chiang Mai, c'erano state altre partenze, altre strade, altre persone con merci da portare oltre le montagne. Già nell'Ottocento i commercianti yunnanesi attraversavano il nord della regione con le loro carovane. Collegavano territori che oggi siamo abituati a separare sulla carta: Cina, Myanmar, Laos, Thailandia.

Fra loro c'erano musulmani cinesi, in particolare appartenenti alla comunità Hui. Il commercio portò persone e abitudini lungo quei percorsi; le migrazioni successive contribuirono alla presenza yunnanese nel nord thailandese. La comunità di Ban Ho appartiene a questa storia di spostamenti e insediamenti. Il mercato settimanale che vediamo oggi è una delle forme attraverso cui quella presenza continua nella vita del quartiere.

Per me, Cina e Islam erano due riferimenti che non avevo accostato. Mi accorgo qui di quanto fosse parziale quell'idea: bastano poche associazioni ripetute per convincerci di conoscere un paese. Poi incontriamo qualcuno che vive proprio nello spazio rimasto fuori da quelle associazioni e dobbiamo fare posto a una storia più complessa.

Tra le bancarelle, questa storia ha la dimensione concreta di un ingrediente, di una lingua, di una famiglia che ha continuato a vivere qui. Non conosco il percorso di ogni persona che incontro. Il passato del quartiere, però, mi aiuta a guardare quei banchi con maggiore attenzione. La distanza dallo Yunnan sembra diversa quando posso seguirne una traccia nella vita di Chiang Mai.

Venditrice dietro un banco di erbe verdi fra gli alberi del mercato
Le erbe occupano il banco fra gli alberi.

La moschea e l'appuntamento del venerdì

Durante il giro mi avvicino alla moschea di Ban Ho, chiamata anche Ban Haw e Hedayatul Islam. Il mercato e il luogo di preghiera sono vicini. È una vicinanza che mi colpisce proprio perché sono nel centro di una città che avevo associato soprattutto ai templi buddisti. Qui c'è un'altra tradizione religiosa, con il suo spazio, le sue occasioni di incontro e la propria storia dentro Chiang Mai.

L'appuntamento del venerdì nasce dal ritrovarsi dei residenti musulmani per la preghiera comunitaria. Attorno a questi incontri si è sviluppato il mercato. Le persone arrivavano, si ritrovavano, compravano e vendevano; l'occasione religiosa e quella commerciale hanno dato un ritmo alla vita del quartiere. La moschea continua a esserne un riferimento, un luogo di culto e di comunità vicino alle bancarelle.

Davanti a questa relazione, la domanda che mi facevo all'ingresso trova una parte della risposta. La varietà del mercato viene da persone che hanno abitato uno spazio comune e costruito delle abitudini. Il venerdì è il giorno in cui quel rapporto torna visibile anche a chi arriva da fuori. Io ne osservo un frammento: la spesa, il lavoro, il movimento fra i banchi, il luogo verso cui mi sono incamminato.

Due donne al banco del mercato con carne essiccata appesa in primo piano
Una vendita fra i banchi di Kad Ban Ho.

Quando ci si avvicina alla moschea, conta anche il motivo per cui gli altri sono lì. Chi vuole entrare o fotografare deve chiedere sul posto e seguire le indicazioni, lasciando spazio alla preghiera. Per me la visita al quartiere passa anche da questa attenzione: cercare di capire una presenza senza pretendere che ogni sua parte sia disponibile al mio sguardo.

La spesa racconta le strade percorse dalle persone

La geografia del mercato continua sui banchi. Ci sono carne, pesce, prodotti essiccati, verdure, preparazioni che non riconosco tutte. Alcune cose attirano l'attenzione per il modo in cui sono esposte, altre per i gesti necessari a prepararle. Le mani di una donna tagliano le foglie davanti a lei. Più in là si riempiono sacchetti. Il lavoro tiene occupato uno spazio che, da fuori, avrei attraversato in pochi minuti.

Venditrice seduta fra zucche, cetrioli e altre verdure esposte al mercato
Verdure e ceste davanti alla venditrice.

Le cucine che si incontrano qui portano influenze cinesi, birmane, Shan, delle comunità montane e musulmane. Sono arrivate con persone che hanno continuato a cucinare, commerciare, cercare ingredienti conosciuti in un luogo nuovo. Le abitudini alimentari conservano anche questo: qualcosa che si porta con sé e che, nel tempo, trova posto sulla tavola di un altro paese.

Nell'area dove si mangia sono circa le dieci del mattino. Le persone consumano pasti che, con le mie abitudini italiane, assocerei al pranzo. Mi fermo a guardare anche questa piccola distanza fra noi. Per me è presto; per chi sta mangiando è semplicemente l'ora del proprio pasto. Mi accorgo di quante cose continuo a leggere attraverso il ritmo con cui sono cresciuto.

Nel quartiere si trova anche il khao soi, una zuppa di curry con noodles, comprese versioni halal nei locali vicini al mercato. Per chi vuole fermarsi, scegliere qualcosa da mangiare può diventare un modo di conoscere un ingrediente o una preparazione. Una domanda al banco aiuta spesso più del tentativo di riconoscere tutto da soli.

Halal indica la conformità ai precetti alimentari islamici e può riguardare cucine diverse. Se è un requisito importante per te, chiedi conferma al venditore. Fra il sapere il nome di una pietanza e capire che posto abbia nella vita delle persone rimane comunque una distanza: è quella che rende interessante sedersi, osservare, ascoltare.

Persone che preparano sacchetti al banco sotto un telo colorato
Le mani al lavoro, fra prodotti e sacchetti.

Una conversazione che non avevo previsto

A un certo punto mi fermo a parlare con una ragazza. Mi dice di venire dalla Cina. Ci sono dei libri; la conversazione passa alla Bibbia e ai Testimoni di Geova. Ci scambiamo poche domande in inglese, con qualche esitazione, cercando il tempo e le parole per capirci.

Ero arrivato a riconoscere la presenza di una comunità musulmana e mi ritrovo a parlare di una fede diversa. Il mercato aggiunge un altro incontro alla storia che stavo cercando di mettere a fuoco. La provenienza della ragazza, ciò di cui mi parla e il luogo in cui la incontro entrano nella stessa conversazione, senza coincidere con il quadro che avevo appena cominciato a costruire.

Non mi riconosco in una sola religione. Sono cresciuto in Italia, con il cristianesimo intorno, e sento interesse anche per il buddismo; rispetto alle altre fedi ho ancora molto da conoscere. Parlare con lei mi offre un'occasione semplice per ascoltare qualcuno che parte da convinzioni diverse dalle mie. È un incontro breve, ma trova posto nella mattinata quanto le bancarelle e la moschea.

Penso a quanto rapidamente, viaggiando, cerchiamo una definizione per ciò che incontriamo. Un mercato cinese, un quartiere musulmano, una città buddista: i nomi aiutano a orientarci, poi le persone continuano ad aggiungere qualcosa. Anche qui, proprio quando mi sembrava di aver trovato una prima spiegazione, una conversazione mi invita a lasciare aperta la domanda.

Il volto dietro la carne essiccata

La carne essiccata è appesa davanti al banco. Le strisce attraversano il primo piano e, fra una e l'altra, si intravede la venditrice. Ho usato proprio quella disposizione come cornice: il volto rimane dentro il luogo in cui lei lavora, circondato dalle cose che occupano la sua giornata.

Venditrice sullo sfondo incorniciata da strisce di carne essiccata appesa in primo piano
La carne essiccata appesa fa da cornice alla venditrice sullo sfondo.

È uno dei modi in cui mi viene naturale guardare un mercato. Prima noto una persona, poi cerco il rapporto con ciò che le sta intorno. Qui il primo piano è pieno di merce, il banco contiene sacchetti e recipienti, dietro passa la vita del quartiere. Mi interessa che la persona conservi questo spazio attorno a sé, perché è parte di ciò che sto incontrando.

Persona con cappello scuro dietro gli oggetti e i prodotti del banco
Fra le cose che occupano il banco.

La mattinata prosegue fra altri gesti e altre pause. Ci sono verdure che occupano un intero banco, sedie accostate a una parete di lamiera, una bambina con un palloncino, persone sedute nell'area dove si mangia. Sono dettagli vicini al lavoro e alla spesa, momenti che trovano posto accanto alle vendite. Il mercato lascia vedere anche il tempo che si trascorre lì.

Due adulti e una bambina davanti a una parete di lamiera con un palloncino
Una pausa accanto alla parete di lamiera.

Mi capita di interrompere quello che sto facendo perché una donna mi colpisce e voglio fotografarla. Questi momenti cambiano il ritmo del giro: mi fermo e torno a osservare ciò che avevo davanti. La curiosità che mi ha portato al mercato continua anche così, nell'attenzione a un volto o a un gesto che avrei potuto superare senza accorgermene.

Con questa curiosità viene una responsabilità concreta. Le persone stanno lavorando, facendo la spesa, accompagnando dei bambini. Per un ritratto ravvicinato è importante chiedere il permesso e rispettare chi si sottrae. I passaggi devono rimanere liberi, chi vende deve poter continuare il proprio lavoro. Il modo in cui ci si avvicina alle persone fa parte del racconto quanto ciò che si porta a casa.

Persone sedute e in piedi fra tavoli e sedie nell’area del mercato
Ci si ferma anche fra una vendita e l’altra.

Per lavorare sul tuo sguardo e sulle tue fotografie

Fotografare un mercato mette insieme osservazione, scelta del momento e selezione delle immagini. Se vuoi approfondire la fotografia di strada o confrontarti con me sul tuo lavoro, puoi scegliere fra un percorso dedicato e una consulenza personale.

Corso di street photography

Per dedicare più spazio alla fotografia di strada e alle scene che incontri ogni giorno. Nella pagina trovi il percorso e puoi capire se fa per te.

Coaching fotografico con me

Per confrontarti direttamente con me sul tuo lavoro fotografico. Consulta le modalità della consulenza e scegli la proposta adatta alle tue esigenze.

Se vuoi passarci un venerdì mattina

Kad Ban Ho si tiene il venerdì mattina, nella zona del Night Bazaar. L'attività comincia all'alba, indicativamente intorno alle cinque o alle sei, e prosegue fino alla tarda mattinata; gli orari delle singole bancarelle possono variare. Arriverei fra le sette e le nove, con almeno un'ora libera e la possibilità di fermarmi a mangiare.

Per trovarlo, cerca Yunnan Market o Kad Ban Ho nell'area Plearn Market su Chang Khlan Road. Le bancarelle sono state spostate e alcune vecchie indicazioni le collocano ancora esattamente di fronte alla moschea. Ban Ho rimane un riferimento del quartiere; il punto aggiornato del mercato è quello da usare per il percorso.

Nelle mappe puoi incontrare anche le grafie Ban Haw, Ban Hor e Kad Baan Hor. L'appuntamento mattutino è distinto dal Night Bazaar serale, pur trovandosi nella stessa zona. Se sei già nei dintorni, controlla il tragitto a piedi; da altre parti della città, mostra il punto preciso all'autista o impostalo nell'app di trasporto.

Porta acqua, contanti in piccoli tagli e una borsa se vuoi comprare qualcosa. Lasciati tempo per guardare il lavoro ai banchi e rispetta chi sta facendo la spesa. Prima della visita verifica la posizione e chiedi una conferma locale per eventuali cambiamenti di orario. Per la moschea, informati sul posto prima di entrare o fotografare.

Prepara il tuo viaggio a Chiang Mai

Una mattinata al mercato si inserisce nel viaggio che stai preparando: come arrivi, come ti sposti, quali altre esperienze vuoi fare. Qui raccolgo i servizi che puoi valutare per organizzarti, così trovi i collegamenti nello stesso punto.

Connessione con Saily

Per avere mappe e informazioni a portata di mano. Scegli il piano per la Thailandia e verifica prima la compatibilità del tuo telefono.

Assicurazione viaggio Heymondo

Per confrontare una proposta di assicurazione per il viaggio. Valuta durata, attività previste e condizioni della polizza prima di scegliere.

Voli su Kiwi.com

Per cercare i collegamenti verso la Thailandia e organizzare le tappe del viaggio. Controlla scali, bagagli e condizioni del biglietto scelto.

Transfer dall’aeroporto

Per valutare uno spostamento all'arrivo. Prima di prenotare, controlla che tratta, orari e destinazione corrispondano al tuo programma.

Esperienze su GetYourGuide

Per cercare altre attività a Chiang Mai e nei dintorni. Leggi cosa comprende ogni proposta e scegli in base al tempo che vuoi dedicarle.

NordVPN in viaggio

Se usi reti Wi-Fi di hotel e caffè, puoi valutare una VPN per aggiungere protezione alla connessione. Consulta le funzionalità e scegli il piano adatto.

I collegamenti ai servizi di viaggio sono affiliati: posso ricevere una commissione se acquisti tramite questi link.

Per continuare la mattinata

Ho raccolto anche in un video il giro a Kad Ban Ho, il passaggio verso la moschea e la conversazione incontrata lungo il percorso. Se vuoi ritrovare i suoni e il movimento di quella mattinata, puoi accompagnarmi fra le bancarelle.

La città che continuavo a scoprire

Alla fine del giro sono ancora nel centro di Chiang Mai. Intorno a me ci sono le stesse strade con cui ero arrivato, ma adesso so che in quel quartiere vive una storia che non conoscevo. Lo Yunnan è entrato nella mia idea della città attraverso una lingua sentita fra i banchi, una moschea vicina, prodotti e abitudini che continuano qui.

Penso alla ragazza con cui ho parlato, alle persone al lavoro, ai pasti consumati a metà mattina. Mi interessa quello che questi incontri fanno alle mie idee iniziali: danno loro dei volti, le rendono meno comode da ripetere. Prima di arrivare non avevo associato Cina e Islam. Ora quell'associazione ha un luogo preciso nella mia memoria.

Una sola visita lascia ancora moltissimo da conoscere. Le persone che ho incontrato hanno vite che continuano dopo il mio passaggio, altre giornate, altre conversazioni. Mi piace che il viaggio conservi questa parte aperta. Posso tornare, fare altre domande, accorgermi di qualcosa che la prima volta non avevo visto.

Donna seduta con un bambino piccolo in braccio accanto a un passeggino
Un momento della mattinata, accanto ai banchi.

La donna dietro la carne essiccata rimane per me uno dei volti di quella mattinata: il banco davanti, il suo sguardo oltre la merce. Ero venuto a raccontare un mercato. Quello che mi porto via è un motivo in più per tornare a guardare Chiang Mai, anche quando penso di sapere dove mi trovo.

Se vuoi continuare a fotografare e raccontare

Sul mio sito trovi altri percorsi e strumenti per la tua fotografia. Parti da ciò che vuoi approfondire: le basi, il racconto di un viaggio, il lavoro sulle immagini o un'esperienza fotografica sul campo.

Corso di fotografia base

Per partire dai fondamentali o riprenderli con più ordine. Scopri il corso e confronta le proposte disponibili.

Guide fotografiche

Per approfondire la fotografia e la preparazione di un racconto di viaggio. Scegli la guida che risponde a ciò che vuoi sviluppare.

Preset Lightroom

Per lavorare sull'aspetto delle tue immagini in Lightroom. Guarda i preset disponibili e scegli quelli vicini al tuo gusto.

Workshop fotografici

Se preferisci fotografare sul campo con me, consulta la proposta e le modalità del workshop.

Articolo scritto da Walter Stolfi
Fotografo di viaggio, street photographer, content creator e autore di walterstolfi.com. Racconto luoghi, persone e strumenti cercando sempre ciò che cambia davvero il modo di osservare e creare.
Scopri chi sono · Seguimi su YouTube

Continua a leggere

Avanti
Avanti

I Migliori Nuovi Tablet Amazon Alexa: quale scegliere?