Capodanno Cinese 2026: Anno del Cavallo di Fuoco, significato, tradizioni, date e zodiaco
Il capodanno cinese è la festa più importante per tutta la Cina e in questa occasione centinaia di milioni di persone si ritrovano con la loro famiglia, ritornando in patria anche da Paesi lontani. Quando pensiamo al Capodanno Cinese lo immaginiamo quasi sempre come un’esplosione di immagini: lanterne rosse, draghi che danzano, fuochi d’artificio, folla, musica. Ed è vero: c’è anche quello. Ma la cosa che ho capito ad Hong Kong è che quella parte è solo la superficie, quella che vedi da turista e che spesso viene “costruita” per i turisti. Sotto, molto sotto, c’è un’altra storia: una festa che segna l’inizio del nuovo anno lunare (chiamata anche Festa di Primavera), che segue i ritmi della luna e non del calendario a cui siamo abituati noi. Non è “una sera e via”: è un periodo che si apre con la luna nuova e si chiude con la Festa delle Lanterne, circa due settimane dopo. E in mezzo ci trovi un’idea potente: salutare davvero l’anno vecchio, fare spazio, ripartire, rimettere al centro le relazioni.
Per una fetta enorme del mondo, questa non è una celebrazione “culturale”, è una vera sospensione della normalità: molte persone smettono di lavorare, si spostano per tornare dalla famiglia, le città cambiano ritmo. E mentre leggi queste righe, è impossibile non pensare al 2026: il Capodanno Lunare cade il 17 febbraio 2026 e apre l’Anno del Cavallo (nella declinazione “di Fuoco”, secondo la combinazione tra animale ed elemento). È uno di quei momenti in cui ti rendi conto che il tempo può essere letto in modi diversi: per noi è un cambio di data; per loro è un cambio di stagione interiore, di energia, di intenzione.
Io questo l’ho capito non studiando, ma camminando. In quel viaggio ad Hong Kong nel 2024, mi sono trovato dentro una città già “in trasformazione”. Lo senti appena esci: rosso ovunque. Lanterne appese, strisce decorative, vetrine che diventano piccoli altari commerciali, mercati che sembrano giardini temporanei. E ti viene spontaneo pensare: ok, qui sta arrivando qualcosa di grosso. Non perché lo dice un evento in programma, ma perché lo dice l’atmosfera.
Chi sono e perchè leggere questo articolo
Mi chiamo Walter Stolfi, sono un fotografo di viaggio e street, un content creator [ scopri di più su di me ] e da anni costruisco i miei racconti camminando: mercati, vicoli, templi, quartieri dove la città non recita per i turisti. A Hong Kong, nel 2024, mi è capitato di vivere quei giorni in cui tutto si colora di rosso e l’aria cambia: non solo perché arrivano le lanterne, ma perché cambia il ritmo delle persone. Ho girato un video, ho parlato con locali, mi sono infilato nei templi durante la vigilia, e ho anche sbattuto in faccia l’altra verità del Capodanno: la parte “spettacolo” che spesso insegui… e che a volte non riesci nemmeno a vedere, perché la folla si mangia tutto.
Quello che trovi qui non è la solita guida da checklist. È il Capodanno Cinese visto da dentro, con lo sguardo di chi fotografa e cerca senso: i gesti, i simboli, la famiglia, la pausa collettiva, e quel confine sottile tra ciò che è autentico e ciò che è costruito per essere consumato. Se stai cercando una lettura che ti faccia capire cosa stai guardando quando ti trovi lì, e non solo cosa fotografare, sei nel posto giusto.
Il mio primo impatto: il rosso non è estetica, è linguaggio
La prima immagine che mi è rimasta impressa non è una parata, ma un dettaglio banalissimo: le lanterne che spuntavano negli angoli dei quartieri come se fossero sempre state lì. Come se la città, per qualche giorno, parlasse una lingua diversa. E quella lingua era il rosso. Non “rosso bello”, rosso come simbolo: fortuna, denaro, prosperità, protezione. Ad Hong Kong questa cosa è ovvia al punto che nessuno te la spiega… finché non chiedi.
Io ho parlato con una ragazza del posto e le ho fatto una domanda semplice, quasi da bambino: “ci racconti qualcosa del Capodanno Cinese?” Lei mi ha risposto con una naturalezza disarmante: qui è enorme, qui lo senti ovunque. E poi mi ha detto la frase che mi ha sbloccato la lettura di tutto: “Il colore è rosso. Deve esserlo, ogni anno.” Come se non fosse un’opzione, ma una regola non scritta. E insieme al rosso arrivavano i fiori: gente che comprava composizioni, rami, piante da portare a casa, come se la casa dovesse essere “preparata” a ricevere il nuovo anno. Non era shopping: era un gesto.
In quel momento ho capito una cosa che mi porto dietro anche nei viaggi successivi: quando una tradizione è viva, non ha bisogno di essere spiegata con un cartello. La vedi nei comportamenti. La vedi nei piccoli rituali ripetuti da tutti.
Prima di Partire: Consigli Fondamentali
(Cose che faccio prima di ogni viaggio)
Prenota il volo
Viaggiare è anche una questione di orari e di luce: a volte basta scegliere il volo giusto per ritrovarti un tramonto in atterraggio o un’alba in volo.
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Niente SIM fisiche e zero stress all’arrivo: connessione subito pronta per mappe, traduzioni e upload.
Assicurazione viaggio
Proteggi te stesso e la tua attrezzatura: un imprevisto su corpo macchina o obiettivo può rovinare tutto.
Transfer aeroporto–hotel
Dopo un lungo volo, l’ultima cosa che vuoi è cercare un taxi tra mille persone: prenota prima e arrivi sereno.
Scegli un alloggio
Luce della stanza, vista dalla finestra, quartiere giusto: l’alloggio può ispirare un intero racconto fotografico.
Noleggia auto o scooter
Spostarti liberamente ti permette di inseguire la luce e scoprire angoli che nessun tour mostra.
Tour o esperienze locali
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Capodanno Cinese 2026: data ufficiale e durata delle celebrazioni
Quando ero lì, ad Hong Kong nel 2024, si respirava l’energia dell’Anno del Drago: non come una mascotte da vetrina, ma come un simbolo pesante — potere, coraggio, fortuna, ricchezza. Il Drago è uno dei segni più forti dell’oroscopo cinese e non è raro che, in un anno così, molte persone decidano di “aprire” qualcosa: un negozio, un progetto, una scelta importante. Non perché la magia faccia il lavoro al posto tuo, ma perché l’idea è semplice e potentissima: allineare un inizio personale a un inizio collettivo.
La cosa che spesso confonde noi occidentali è che il Capodanno Cinese non segue il calendario solare, quindi non “scatta” il 1° gennaio. È una festa lunare: inizia con la Luna Nuova. Ed è per questo che cambia data ogni anno. Nel 2026, per esempio, il Capodanno Lunare cade il 17 febbraio 2026: fino a quel giorno, all’inizio del 2026, si è ancora dentro l’Anno del Serpente; poi, con la luna nuova, si entra nell’Anno del Cavallo — nello specifico, Cavallo di Fuoco — che dura fino al 5 febbraio 2027. E non è una celebrazione “di una sera”: il periodo festivo tradizionale si allunga e si chiude con la Festa delle Lanterne, che nel 2026 cade il 3 marzo, con la luna piena successiva.
Nella cultura cinese il Cavallo non è “carino” o folkloristico: è un simbolo di spinta, movimento, vitalità, l’idea stessa di avanzare quando gli altri esitano. Non a caso, la lingua è piena di espressioni legate ai cavalli per parlare di successo e slancio: una delle più celebri è 马到成功 (mǎ dào chéng gōng), letteralmente “arriva il cavallo, arriva il successo”, usata come augurio di vittoria rapida, di obiettivo centrato senza attriti.
Zodiaco cinese: 12 animali, 5 elementi, ciclo di 60 anni (spiegato semplice)
Applicato al Capodanno Lunare, il Cavallo diventa quasi un promemoria collettivo: l’anno che inizia non chiede solo di “fare un brindisi”, ma di rimettere energia nelle decisioni, di ripartire con coraggio e ritmo. E nel 2026 questa lettura si intensifica perché parliamo di Cavallo di Fuoco: il Fuoco, nel linguaggio simbolico tradizionale, amplifica ancora di più quella sensazione di urgenza, velocità, passione—una spinta che può essere potentissima, ma che va direzionata con lucidità per non trasformarsi in corsa a vuoto.
Qui entra la parte più interessante, quella che rende tutto più “strutturato” di quanto sembri: lo zodiaco cinese (Sheng Xiao) funziona su un ciclo di 12 anni, uno per ogni animale. Ma sopra questo ciclo c’è un altro livello: i cinque elementi (legno, fuoco, terra, metallo, acqua) che si alternano e si combinano con gli animali, creando un ciclo più lungo, di 60 anni. È per questo che non esiste solo “Anno del Cavallo”, ma “Anno del Cavallo di Fuoco”, “di Legno”, “di Metallo”… e così via. Il Cavallo di Fuoco, per dire, torna uguale a se stesso ogni 60 anni: nel 2026 è la prima volta dopo il 1966.
Per orientarsi senza impazzire, la timeline dei prossimi anni è molto lineare (animali in sequenza che corrispondono anche al segno zodiacale in base all’anno di nascita):
Serpente – 1929, 1941, 1953, 1965, 1977, 1989, 2001, 2013, 2025, 2037
Cavallo – 1930, 1942, 1954, 1966, 1978, 1990, 2002, 2014, 2026, 2038
Capra – 1931, 1943, 1955, 1967, 1979, 1991, 2003, 2015, 2027, 2039
Scimmia – 1932, 1944, 1956, 1968, 1980, 1992, 2004, 2016, 2028, 2040
Gallo – 1933, 1945, 1957, 1969, 1981, 1993, 2005, 2017, 2029, 2041
Cane – 1934, 1946, 1958, 1970, 1982, 1994, 2006, 2018, 2030, 2042
Maiale – 1935, 1947, 1959, 1971, 1983, 1995, 2007, 2019, 2031, 2043
Topo – 1924, 1936, 1948, 1960, 1972, 1984, 1996, 2008, 2020, 2032, 2044
Bue – 1925, 1937, 1949, 1961, 1973, 1985, 1997, 2009, 2021, 2033, 2045
Tigre – 1926, 1938, 1950, 1962, 1974, 1986, 1998, 2010, 2022, 2034, 2046
Coniglio – 1927, 1939, 1951, 1963, 1975, 1987, 1999, 2011, 2023, 2035, 2047
Drago – 1928, 1940, 1952, 1964, 1976, 1988, 2000, 2012, 2024, 2036, 2048
E c’è un dettaglio pratico che molti ignorano: se sei nato tra gennaio e febbraio, il tuo “animale” potrebbe non essere quello dell’anno solare, perché dipende da quando cadeva il Capodanno Lunare in quel preciso anno (qui i calcolatori online aiutano davvero).
La vigilia: pulizie, buste rosse (hongbao) e tavola di famiglia
Poi arriva la parte che mi ha fatto sorridere perché è universale: la vigilia. La vigilia, mi spiegavano, è il momento in cui si saluta l’anno vecchio insieme. Cena in famiglia, presenza, un “fare pace” con ciò che è stato e aprire lo spazio per ciò che arriva. Ma prima ancora della cena c’è una cosa fondamentale: pulire casa.
Pulire davvero, in modo quasi rituale. Buttare via le cose vecchie, eliminare ciò che non serve più, sistemare. E alcune persone comprano anche vestiti nuovi da indossare il primo giorno dell’anno. Se la guardi dall’esterno sembra solo tradizione; se la guardi da dentro è un messaggio: non mi porto dietro il peso di prima, entro nel nuovo anno con ordine, con spazio, con un segno di rinnovamento addosso.
E poi ci sono i cibi, tantissimi, ognuno con un significato simbolico. Qui potrei fare l’elenco infinito, ma perderebbe la poesia: il punto non è ricordare i nomi, il punto è capire che per loro la tavola non è “mangiare”, è un linguaggio di auspici.
In mezzo a tutto questo c’è un gesto che in Italia capiamo al volo: le buste rosse con i soldi. La dinamica è precisa: spesso le persone sposate le danno ai più giovani della famiglia, come augurio, come passaggio di fortuna. Anche qui, se lo guardi superficialmente è “soldi”; se lo guardi bene è relazione. È un modo per dire: ti auguro bene, ti passo qualcosa di buono, ti riconosco dentro la famiglia.
Templi a Hong Kong: il lato più intimo della Festa di Primavera
La parte più intensa, per me, è stata quella legata ai templi. Ad Hong Kong, alla vigilia, molte persone vanno a pregare, fanno donazioni, accendono ceri, portano offerte. E lo fanno con una calma che ti spiazza, perché fuori la città corre sempre e lì dentro, invece, il tempo cambia. Io sono stato in un tempio storico sulla Hollywood Road (zona Central) e l’immagine è ancora vivida: fumo d’incenso, luce che taglia l’aria, gesti ripetuti con rispetto, persone che entrano e non “guardano”, ma partecipano.
Mi avevano raccontato anche una cosa molto particolare: ci sono templi così popolari in quel periodo che la gente si sveglia prestissimo, ore prima, solo per essere tra i primi ad entrare. Essere “il primo” non è una gara: è un simbolo, un modo per iniziare nel modo giusto. E io lì ho pensato: noi spesso cerchiamo l’evento perché fa rumore, loro cercano un luogo perché fa senso.
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La parata a Tsim Sha Tsui: l’evento che i turisti inseguono (e i locali vivono diversamente)
Ad Hong Kong esiste anche la grande parata, famosa, enorme, in zona Tsim Sha Tsui. E ovviamente ci siamo andati, perché se sei lì ti viene naturale: “è una delle più belle del mondo, la devo vedere”. Arriviamo e… niente. Nel senso: una follia di persone, talmente tanta gente che la parata – che in teoria doveva girare l’isolato – non riusciva nemmeno ad arrivare all’incrocio. Non vedevi nulla. Ma la cosa più assurda era questa: nonostante fosse impossibile vedere, le persone continuavano ad infilarsi, a spingere, a cercare di avanzare, come se l’idea fosse “devo esserci a tutti i costi”.
E lì mi è venuto un pensiero secco: il Capodanno Cinese non è questo. Non è la parata, non è il fuoco d’artificio. Certo, sono simboli, sono cornice, sono “spettacolo”. Ma non è quello il cuore. E la conferma è arrivata parlando con gente del posto: quando chiedevo dove fossero le manifestazioni, molti non sapevano nemmeno dirmelo. Non perché fossero disinformati, ma perché non gli interessava. Quella parte è pensata soprattutto per i turisti. La loro festa, quella vera, è altrove.
È vero che “chiude tutto”? Cosa aspettarsi a Hong Kong in quei giorni
La differenza più grande rispetto al nostro Capodanno è questa: lì non è una notte. È una pausa. In quei giorni molte persone si fermano per stare con la famiglia, per recuperare connessioni che durante l’anno si perdono perché si lavora tantissimo. È una sospensione che serve a ricordarsi chi sei dentro la rete delle relazioni. E questa cosa la senti anche in città: negozi chiusi, ristoranti chiusi, ritmo diverso. Non “alcuni posti chiusi”: proprio chiusura reale, come se la città dicesse “ora no”.
Noi questa cosa l’abbiamo vissuta sulla pelle. Una sera, vigilia, usciamo per cenare convinti di trovare qualcosa… ed era tutto chiuso. Tutto. Le uniche opzioni rimaste erano tipo McDonald’s o pizza. E abbiamo scelto la pizza. Ricordo ancora la scena perché fa sorridere: vigilia di Capodanno Cinese, noi con una pizza e una birra presa al 7-Eleven. È uno di quei momenti che, se vuoi, è “scomodo”, ma è anche reale: ti fa capire che non sei tu a comandare il viaggio, è il luogo che ti impone il suo ritmo.
E qui entra anche un consiglio pratico, senza romanticismi inutili: se vuoi viaggiare in quel periodo, pianifica. Non per “rovinarti la spontaneità”, ma perché il Capodanno Lunare cambia davvero la logistica, soprattutto per chi si muove in Asia. È un periodo in cui i trasporti esplodono e molte attività si fermano: se ti presenti pensando che sia un giorno come un altro, rischi di trovarti spaesato (e a mangiare pizza come noi).
Come fotografare il Capodanno Cinese senza cliché (guida da street/travel)
Dal punto di vista fotografico, questa festa è un paradiso. Ma solo se la guardi nel modo giusto. Se insegui la parata, rischi di portarti a casa la stessa foto che hanno tutti (o peggio: nessuna foto, perché non vedi nulla). Se invece ti sposti sui dettagli, ti porti a casa storie.
Io in quei giorni ho capito che le immagini più forti non sono la lanterna “bella”, ma la persona che la appende; non è il fiore “rosso”, ma la signora che lo sceglie come se stesse scegliendo un augurio; non è il tempio “iconico”, ma il gesto di accendere un cero, la mano che lascia un’offerta, lo sguardo che si abbassa in silenzio. E poi ci sono i bambini vestiti con abiti tradizionali: una cosa semplicissima, ma potentissima, perché parla di continuità, di famiglia, di identità che passa da una generazione all’altra.
Se devo dirla in una frase: in quei giorni non fotografare “cose”, fotografa relazioni. La relazione tra persone e simboli, tra famiglia e tempo, tra città e silenzio. È lì che la festa smette di essere folklore e diventa racconto.
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FAQ Domande frequenti sul capodanno cinese
Quando cade il Capodanno Cinese quest’anno?
Cade tra fine gennaio e febbraio: nel 2026 è il 17 febbraio.
Perché la data cambia ogni anno?
Perché segue il calendario lunisolare e inizia con la Luna Nuova.
Quanto dura il Capodanno Cinese?
Tradizionalmente dura circa 15–16 giorni, fino alla Festa delle Lanterne.
Cos’è la Festa delle Lanterne e quando cade?
È la chiusura delle celebrazioni e cade con la prima luna piena successiva al Capodanno (nel 2026 il 3 marzo).
Che animale è l’anno corrente e cosa significa?
Nel 2026 inizia l’Anno del Cavallo (di Fuoco), simbolo di energia, movimento e slancio.
Come funziona lo zodiaco cinese?
È un ciclo di 12 animali che si ripete ogni 12 anni, combinato con 5 elementi in un ciclo di 60 anni.
Se sono nato a gennaio o febbraio, qual è il mio segno?
Dipende dalla data del Capodanno Lunare di quell’anno: se sei nato prima, potresti essere il segno precedente.
Quali sono le tradizioni più importanti del Capodanno Cinese?
Pulizie di casa, cena della vigilia in famiglia, buste rosse (hongbao) e visite ai templi sono tra le più comuni.
Cosa sono le buste rosse (hongbao)?
Sono buste con denaro regalate come augurio di fortuna, spesso da adulti/sposati ai più giovani.
È vero che durante il Capodanno Cinese “chiude tutto”?
In molte zone e città asiatiche si rallenta molto, con orari ridotti e chiusure, soprattutto nei giorni centrali.
Conclusione
Alla fine, quello che mi è rimasto addosso non è stata la parata che non riuscivo a vedere. È stato vedere una città che, per un attimo, smette di correre e sceglie di ricordarsi cosa conta. E mi ha fatto riflettere anche su come viaggiamo noi: spesso rincorriamo il “posto famoso”, l’evento da spuntare, la foto da portare a casa. Ma la parte più vera, quasi sempre, sta dove non c’è la folla.
Quando vai in una città nuova, prova ogni tanto a fare l’opposto: invece di seguire la massa, cerca i luoghi in cui vivono loro. Entra nei ritmi reali, anche quando sono scomodi. Accetta che ci siano giornate in cui “non succede niente” di spettacolare, perché spesso è lì che succede qualcosa dentro di te.
Il Capodanno Cinese, ad Hong Kong, mi ha insegnato questo: la festa non è il rumore. La festa è lo spazio che ti concedi per le persone. E forse, in un mondo dove siamo sempre in corsa, questa è la tradizione più rivoluzionaria di tutte.
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