Xiaomi 17 Ultra: il top di gamma fotografico che ti fa dimenticare di avere uno smartphone
Ci sono brand che ti incuriosiscono. Poi ci sono brand che ogni anno ti costringono a fermarti, sederti, e chiederti seriamente: ma se non fossi così radicato nel mio ecosistema, forse comprerei questo? Xiaomi, per me, è sempre stato il secondo tipo.
La ragione è semplice e ha tre pilastri.
Il primo è tecnologico: Xiaomi ha una capacità di innovazione hardware che poche aziende al mondo possono vantare nel segmento smartphone.
Il secondo è il design: riconoscibile, coraggioso, con una propria identità visiva che negli anni si è rafforzata.
Il terzo, e questo è il punto che mi interessa davvero come fotografo, è la collaborazione con Leica. Da quando quella partnership è nata, il reparto fotografico di Xiaomi non è più "molto buono per uno smartphone". È entrato in un altro campionato.
Con il 17 Ultra, Xiaomi porta tutto questo al massimo livello. Un sensore principale Type 1 con tecnologia LOFIC, un teleobiettivo zoom ottico con certificazione APO firmata Leica, e un grip professionale opzionale che trasforma radicalmente l'ergonomia dello scatto. Se oggi dovessi scegliere un top di gamma Android da portare sempre con me, senza pensarci due volte: questo.
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Chi sono e perchè leggere questo articolo
Mi chiamo Walter Stolfi [scopri di più su di me]e sono un Fotografo di viaggio e street, content creator e consulente di comunicazione visiva. Quando giudico una fotocamera (anche se sta dentro uno smartphone) non mi interessa solo “la qualità”: mi interessa la fiducia. E Xiaomi 17 Ultra è uno di quei prodotti che, almeno sulla carta e nei test seri sul campo, prova a conquistarsi quella fiducia con scelte molto fotografiche. Questa recensione nasce da quella prospettiva.
Xiaomi 17 Ultra in breve: perché interessa ai fotografi (e ai creator)
Il 17 Ultra è il flagship assoluto di Xiaomi per il 2026. Uno smartphone di fascia alta basato su Android con Snapdragon 8 Elite, display OLED da 6,9 pollici con picco di luminosità a 3.500 nit, batteria da 6.000 mAh, e un sistema a tre fotocamere sviluppato in collaborazione con Leica. Disponibile nelle versioni internazionali con supporto completo a Google, SIM fisica ed eSIM.
Ma la vera storia del 17 Ultra non è nel processore né nel display. È nel modulo fotografico circolare sul retro, un elemento di design immediatamente riconoscibile e soprattutto nel sistema che ci vive dentro: tre sensori distinti, ognuno con un ruolo preciso, tutti con la firma Leica.
La novità strutturale più importante rispetto alle generazioni precedenti è il sensore principale: un Type 1 con tecnologia LOFIC (Lateral Overflow Integration Capacitor) che gestisce la gamma dinamica in modo completamente diverso rispetto all'HDR tradizionale. Invece di sovrapporre più esposizioni, cattura la luce in fasi di "overflow" successive all'interno di un singolo scatto. Il risultato pratico è una gamma dinamica reale, senza artefatti di fusione, con file raw che si comportano come quelli di una fotocamera dedicata.
Leica APO
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Photography Kit Pro: il grip che trasforma l’ergonomia
C'è qualcosa di cui nessuno parla quando recensisce smartphone fotografici, e che invece è fondamentale: l'ergonomia dello scatto. Usare un pannello di vetro piatto come fotocamera è scomodo. Lo è per me, lo è per chiunque abbia mai tenuto in mano una vera macchina fotografica. Xiaomi lo sa, e ha costruito una soluzione.
Il grip professionale opzionale, progettato originariamente per la variante Leitz Phone ma pienamente compatibile con il 17 Ultra, è l'accessorio più significativo del sistema. Ha un pulsante di scatto filettato con soft-release (inclusi sia rosso che nero), una ghiera di comando programmabile che ho subito impostato come compensazione dell'esposizione, un tasto video personalizzabile e un joystick per lo zoom tra le ottiche. Il tutto in un'impugnatura ergonomica con lug per cinghia al polso e porta USB-C per la ricarica.
Il risultato è che tieni in mano qualcosa che si comporta come una fotocamera compatta professionale. Scatti con una mano sola. Gestisci esposizione e zoom senza mai guardare lo schermo. La ghiera sotto il pollice ti ricorda ogni volta che fai un piccolo clic di avere il controllo. È una differenza di esperienza reale, non percettiva.
nota: il grip è venduto a parte.
Nota del fotografo
Il grip aggiunge anche 2.000 mAh di batteria ai già abbondanti 6.000 mAh del telefono. In una giornata intera di scatto intensivo raramente si scende sotto l'80% di carica. È un'autonomia che libera la testa — smetti di pensare alla batteria e pensi solo alle foto.
C'è però un limite concreto che vale la pena segnalare: la porta USB-C del grip supporta solo la ricarica, non il trasferimento dati né il collegamento di microfoni esterni. Per registrare con un mic esterno o scaricare i file bisogna rimuovere il grip. È una scomodità reale per chi usa questo sistema per il video in esterno e sembra essere proprio il tipo di limitazione risolvibile via aggiornamento firmware, quindi ci si aspetta che Xiaomi la affronti.
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Fotocamere Leica: sensore 1" LOFIC e tele 200MP APO
Il sistema del 17 Ultra si basa su tre ottiche con ruoli distinti e complementari. Non è un sistema dove una fotocamera è "la buona" e le altre sono di riserva: è una gerarchia pensata, con ogni sensore ottimizzato per il suo range d'uso.
Il grandangolo da 50 MP copre l'equivalente di un 14mm full frame con apertura f/2.2. È il sensore più piccolo del trio (Type 1/2.88) e si vede soprattutto in condizioni di scarsa luce, dove tende a perdere incisività rispetto agli altri due. In piena luce e per fotografia ambientale è però solido e produce colori piacevoli.
La fotocamera principale da 50 MP è dove la tecnologia LOFIC fa la differenza. Sensore Type 1 — lo stesso formato dei compatti premium come Sony RX100 — con obiettivo da 23mm equivalente e apertura f/1.67. I raw DNG che produce si comportano in modo eccezionale in post: le alte luci si recuperano, le ombre si aprono, il margine di editing è quello che ti aspetti da una fotocamera dedicata, non da uno smartphone. Per i ritratti ambientali, la street photography, la fotografia di viaggio — è il centro gravitazionale di tutto il sistema.
Il teleobiettivo zoom da 200 MP è la sorpresa del sistema. Un sensore Type 1/1.4 abbinato a un'ottica zoom ottica certificata APO da Leica — non un taglio digitale, uno zoom ottico vero — che copre da 75mm a 100mm equivalente. A 75mm l'apertura è f/2.39, a 100mm si arriva a f/2.96. Il bokeh è naturale, la nitidezza al centro è eccellente, e la resa sui toni della pelle porta quella firma Leica riconoscibile: non una color science aggressiva, ma una gestione della luce che rende le immagini tridimensionali.
LOFIC: cosa significa in pratica
La tecnologia LOFIC (Lateral Overflow Integration Capacitor) risolve il problema del clipping nelle alte luci non combinando più esposizioni ma gestendo il "trabocco" della luce con capacità aggiuntive nello stesso pixel. Un solo scatto, nessun artefatto di fusione, gamma dinamica reale. Per chi lavora in raw, significa file che si comportano come quelli di una fotocamera di fascia media con tutto il margine di recupero che ne consegue.
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Qualità d’immagine: colori, pelle, low light e affidabilità
La resa complessiva del 17 Ultra è convincente e spesso sorprendente. L'esposizione automatica è precisa e prevedibile. La messa a fuoco è veloce e il riconoscimento dei soggetti, volti in particolare, funziona bene nella stragrande maggioranza delle situazioni. La modalità Pro dà accesso completo a ISO, tempi di scatto e bilanciamento del bianco, con tutti i controlli accessibili dal pollice senza mai staccarsi dall'impugnatura del grip.
Ma il vero valore aggiunto della partnership con Leica si sente nei profili colore. Leica Authentic è il profilo per chi preferisce una resa naturale, con contrasto e saturazione contenuti, il punto di partenza ideale se si lavora poi in post. Leica Vibrant aggiunge incisività e saturazione, pensato per chi vuole il JPEG finale senza post-produzione. Poi ci sono i profili in bianco e nero: il Leica BW è la star del sistema, con una gestione delle tonalità e una profondità dei neri che ricordano la fotografia analogica. Non è il classico desaturato automatico degli smartphone, è una vera color science pensata per il bianco e nero.
Ci sono però due limitazioni che vale la pena conoscere prima di acquistare. Prima: solo la fotocamera principale offre file RAW a piena risoluzione (50 MP). Il grandangolo e il teleobiettivo si fermano a 12,5 megapixel in RAW. La modalità 200 MP del teleobiettivo scatta solo in JPEG, senza controllo manuale, con tempi di elaborazione lunghi. Per un uso creativo e professionale, il 200 MP è uno strumento per situazioni specifiche, paesaggi fermi, dettagli da ritagliare, non una modalità quotidiana. Seconda: non c'è burst shooting in modalità Pro. Per l'azione continua bisogna passare alla modalità automatica, che è una scelta davvero strana su un flagship di questo livello.
CORSI DI FOTOGRAFIA
Se stai leggendo questo articolo è perché, in fondo, non ti interessa “avere l’ultimo smartphone”. Ti interessa fare foto che restano.
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Video: 4K 10-bit log, LUT e stabilizzazione (ma occhio all’Europa)
Sul fronte video il 17 Ultra ha una dotazione che farebbe invidia a molte videocamere dedicate di fascia media. Registrazione 4K in 10-bit 4:2:0 con profilo log integrato, tre LUT precaricati (incluso un profilo 709 esportabile), waveform e istogramma per la misurazione dell'esposizione. La stabilizzazione è ottima, sei stop di IBIS sulla camera principale, cinque sul teleobiettivo e permette riprese walk-and-talk fluide anche senza gimbal. Il sistema microfonico direzionale permette di scegliere tra pickup frontale, posteriore o omnidirezionale.
Eppure ci sono scelte che lasciano perplessi. L'assenza del 24p, il frame rate cinematografico per eccellenza, è difficile da ignorare per chi fa video con una certa intenzione. Mancano anche i frame rate PAL (25p e 50p), il che crea problemi di flickering concreti in Europa e in buona parte del mondo. La modalità 8K esiste ma perde tutti i controlli manuali e il log, diventando un'opzione completamente automatica. Sono limitazioni che sembrano tutte risolvibili via software e ci si aspetta che Xiaomi le affronti, ma al momento esistono e vanno messe nel conto.
- Sensore principale Type 1 LOFIC — raw file da fotocamera dedicata
- Teleobiettivo zoom ottico Leica APO 75–100mm
- Grip professionale — ergonomia completamente trasformata
- Profili colore e BW Leica di altissima qualità
- Batteria 6.000 mAh + 2.000 con grip — autonomia illimitata
- Display OLED 3.500 nit, Snapdragon 8 Elite
- Stabilizzazione video fino a 6 stop IBIS
- Log 4K 10-bit con LUT esportabili
- RAW 50 MP solo dalla camera principale
- Nessun 24p né frame rate PAL per il video
- USB-C del grip solo per ricarica — niente dati né audio
- Burst shooting solo in modalità automatica, non in Pro
- 200 MP senza controllo manuale né file RAW
- Touch laterale del grip troppo sensibile — attivazioni accidentali
Disponibilità e prezzi (Italia)
In Italia la serie Xiaomi 17 si trova già con disponibilità variabile tra canali ufficiali e marketplace. Il mio consiglio è semplice: quando parliamo di top di gamma (e soprattutto di bundle) la differenza la fa lo stock.
Le opzioni che hanno senso, secondo me, sono tre.
Xiaomi 17 è la scelta più “daily”: più compatto, più leggero, più facile da vivere ogni giorno senza grandi aspettative, ma con lo stesso DNA Leica.
Xiaomi 17 Ultra, invece, è la versione camera-first: lo prendi se sai già che lo userai come strumento creativo, perché sensore Type 1 LOFIC, tele Leica APO e grip cambiano proprio il modo in cui scatti.
E poi c’è la terza via, quella che spesso conviene più di tutte: la super offerta Amazon con la TV A Pro QLED 50". È il classico bundle “a tempo” che può sparire da un momento all’altro, ma quando è attivo è una di quelle promo che ti fanno dire: ok, qui non sto solo comprando un telefono, sto ottimizzando l’acquisto.
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FAQ Le domande frequenti su Xiaomi 17
Xiaomi 17 Ultra o iPhone 17 Pro Max: quale scelgo?
Il grip è davvero necessario o è un accessorio opzionale?
I profili Leica fanno davvero la differenza o è solo marketing?
Il teleobiettivo da 200 MP è utilizzabile nella pratica quotidiana?
Le lacune video verranno risolte con aggiornamenti?
Dove si compra in Italia e qual è la disponibilità?
Lo Xiaomi 17 Ultra è il top di gamma Android più interessante sul mercato fotografico oggi. La combinazione di sensore principale LOFIC Type 1, teleobiettivo zoom ottico Leica APO e grip professionale crea un'esperienza di scatto che non ha eguali nel mondo degli smartphone. I profili Leica — soprattutto il BW — producono immagini con una qualità e una profondità che gli altri top di gamma non riescono a replicare. L'autonomia con il grip è praticamente illimitata per uso quotidiano.
Ci sono difetti reali: l'assenza del 24p e dei frame rate PAL per il video, il RAW a piena risoluzione solo sulla camera principale, il USB-C del grip limitato alla sola ricarica. Sembrano quasi tutti risolvibili via software — e ci si aspetta che Xiaomi lo faccia. Ma al momento esistono e meritano di essere considerati.
Se dovessi comprare un top di gamma oggi, senza esitazioni: questo.
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